Pellettatrice PTO 200 mm

4.500,00 

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Disponibile su ordinazione

Descrizione

Realizzata con materiali molto solidi e resistenti, questa pellettatrice professionale è efficiente e di facile utilizzo, pesata per chi vuole produrre il pellet in autonomia a partire da residui di potature, truciolato e scarti della lavorazione del legno (ovviamente tali prodotti andranno prima raffinati e trasformati in piccoli trucioli, tale lavorazione è possibile farla grazie ai nostri Biotrituratori e Raffinatori).

La Pellettatrice PTO garantisce la massima resa produttiva ed energetica grazie alla capacità di veicolare tutta la forza chilowattrice della presa di forza del trattore, senza inutili dispersioni durante il processo di compressione e trafilatura del cippato, permettendo la pellettizzazione anche dei materiali legnosi più duri.

COME UTILIZZARE UNA PELLETTATRICE

Partiamo subito col dire che il buon funzionamento della macchina dipende, non solo dalle sue caratteristiche tecniche e dalla potenza del motore, ma anche dal materiale che viene inserito nella trafila, da cui dipenderà la qualità del pellet prodotto. A prescindere dalla professionalità del dispositivo, se le materie prime impiegate sono scadenti o caratterizzate da un elevato livello di umidità, il risultato finale sarà sempre pessimo. Per produrre un biocombustibile di buona qualità l’ideale sarebbe, quindi, usare solo materie prime di origine lignea o a base di cellulosa prive di qualsiasi contaminazione, come il cippato di potature o di legno vergine.

L’ESSICAZIONE DELLA SEGATURA

Prima di inserire il materiale ligno-cellulosico nella nostra pellettatrice a scoppio o elettrica, è necessario sottoporlo a un processo di essiccazione per abbassare il tasso di umidità al 10-12% e ottenere un pellet dalla buona resa calorica. Per far asciugare il cippato basta lasciarlo all’aperto per un paio di giorni, durante delle belle giornate di sole. Per misurare il grado di umidità della biomassa da pellettizzare possiamo utilizzare un buon igrometro, procedendo con la produzione del pellet nel momento in cui lo strumento indicherà un valore compreso tra 10 e 14%, indispensabile per ottenere un combustibile dalle caratteristiche soddisfacenti. Infine, se si utilizzano scarti di legno a basso contenuto di resina (come la betulla, il faggio, la quercia, il pioppo e il leccio), sarà necessario aggiungere anche un legante per ottenere una perfetta compattazione del combustibile e aumentare, al contempo, la produttività oraria del macchinario. Oltre al mais e alla sansa dell’olio, si può utilizzare anche un collante specifico per la produzione del pellet, da aggiungere in percentuale tra lo 0,5 e il 2% a seconda del tipo di materiale utilizzato.

COME FUNZIONA UNA PELLETTATRICE?

A dispetto di quanto si possa immaginare, il funzionamento delle pellettatrici è abbastanza semplice: si parte dal motore, che scalda il materiale legnoso e lo spinge attraverso dei fori dalla forma conica, inseriti in una trafila. Durante il processo di cottura, le molecole di cellulosa presenti nel legno rilasciano la lignina che fungerà da collante per compattare e mantenere integri i cilindri di pellet. A questo punto, il materiale viene pressato e spinto verso la trafila per essere tagliato a misura da una lama affilata.

SCHEDA TECNICA:

Pellettatrice per Trattore

Trazione: PTO

Cavalli necessari:25/30Cv

Produzione legno: 130/150Kg./h

Produzione biomasse: 250/350Kg./h

Trafila: 200mm

Fori trafila: 6 mm

Materiale utilizzabile: segature 2/6mm

Umidita’ consigliata: 9/15%

 

Ingombro: 95x45x70

Peso: 120Kg.

Incluso in cassa:

1)kit smontaggio trafila e set chiavi

Informazioni aggiuntive

Peso 120 kg
Dimensioni 95 × 45 × 70 cm