Certificazione unica 2023, entro quando va inviato il modello: le novità

Dopo una fase di “sperimentazione”, sbarca sul web nella sua versione definitiva la Certificazione unica 2023, pronta per la compilazione. Il modello dell’ex CUD, relativo all’anno d’imposta 2022, è stato pubblicato online dall’Agenzia delle Entrate (lo trovate qui) assieme alle istruzioni per redigerlo, al frontespizio per la trasmissione telematica da parte dei sostituti e al quadro CT (Certificazione unica e Iva, tutte le novità 2023: cosa si potrà scaricare e cosa no).

Date e scadenze: entro quando va trasmetta la CU 2023

La possibilità di invio telematico della documentazione è stata introdotta e approvata grazie a un provvedimento del 17 gennaio 2023 firmato dal direttore dell’Agenzia.

Ricordiamo che la Certificazione unica è un documento essenziale per chiudere la dichiarazione dei redditi, I datori di lavoro lo devono consegnare obbligatoriamente ai propri dipendenti, mentre l’INPS lo inoltra a pensionati e titolari di altre prestazioni. Per il datore di lavoro, in particolare, le scadenze sono due:

  • la consegna al lavoratore va effettuata per tutti entro la stessa data;
  • la scadenza per l’invio telematico varia in base al rapporto di lavoro.

Per il 2023 l’invio per dipendenti pensionati va effettuato entro il 16 marzo, mentre per le somme corrisposte ai lavoratori autonomi la trasmissione telematica può essere effettuata entro la stessa scadenza del modello 770, fissata al 31 ottobre.

Come presentare il modello

Il documento va inoltrato esclusivamente per via telematica e l’invio può avvenire direttamente tramite il soggetto tenuto a effettuare la comunicazione oppure attraverso un intermediario abilitato.

Fa fede la data di conclusione della ricezione da parte dell’Agenzia delle Entrate: solo a quel punto si potrà considerare il documento effettivamente presentato. Segue la comunicazione attestante l’avvenuto ricevimento dei dati, rilasciata sempre per via telematica.

Le novità del modello 2023

Nella versione 2023 le principali novità riguardano il bonus benzina e la diversa attribuzione delle detrazioni per i figli a carico con l’assegno unico. Nel 2022 erano cambiate anche le modalità di attribuzione del trattamento integrativo previsto in caso di imposta lorda superiore alla detrazione spettante, riconosciuto per i redditi non superiori ai 15mila euro ma attribuibile, in presenza di determinati requisiti, per i redditi fino a 28mila euro. Ecco nel dettaglio tutte le novità di quest’anno:

  • i campi relativi al “bonus carburante” introdotto dal decreto Ucraina, secondo cui le somme relative ai buoni carburante ceduti da aziende private ai lavoratori dipendenti non concorrono alla formazione del reddito nel limite di 200 euro;
  • l’aggiornamento della sezione sui familiari a carico: con l’introduzione dell’assegno unico universale, dal 1° marzo 2022 non hanno più efficacia le detrazioni per figli a carico minori di 21 anni;
  • nuove modalità di attribuzione del trattamento integrativo previsto in caso di imposta lorda superiore alla detrazione spettante, riconosciuto per i redditi non superiori ai 15mila euro ma attribuibile, in presenza di determinati requisiti, per i redditi fino a 28mila euro;
  • nella sezione relativa alla contribuzione alla previdenza complementare è stato precisato che dovranno essere riportati anche i dati relativi ai contributi versati ai sotto conti italiani di prodotti pensionistici individuali paneuropei (Pepp);
  • un nuovo codice per individuare la quota esente dei redditi corrisposti ai docenti e ricercatori, rientrati in Italia prima del 2020;
  • un codice ad hoc nella sezione redditi esenti, per individuare le somme percepite dal lavoratore con disturbi dello spettro autistico, assunto dalla start-up a vocazione sociale, che non concorrono alla formazione del suo reddito imponibile complessivo;
  • l’aggiornamento del set informativo, presente nelle annotazioni, relativo alla detrazione spettante per canoni di locazione per un importo pari al 20% dell’ammontare del canone di locazione e, comunque, entro il limite massimo di 2.000 euro.