Calendario fiscale 2023: tutte le tasse da pagare da gennaio

Il 2023 si apre con un calendario fiscale ricco di appuntamenti, già dopo le feste di Natale, a partire da gennaio del nuovo anno, il Fisco italiano torna a battere cassa. Ma vediamo quali sono gli appuntamenti da segnarsi.

Le tasse da pagare a gennaio 2023

L’anno inizia subito con due adempimenti che interessano prevalentemente gli affitti e gli enti non commerciali (compresi gli agricoltori esonerati).

Il 2 gennaio infatti è la volta della registrazione dei contratti di locazione e del versamento dell’imposta di registro (appuntamento che si ripete il 31 gennaio 2023) da parte dei soggetti contraenti di contratti di locazione e affitto che non abbiano optato per il regime della “cedolare secca”, mentre gli Enti non commerciali (di cui all’art. 4, quarto comma, del D.P.R. n. 633/1972) e i produttori agricoli devono provvedere all’invio della dichiarazione mensile modello INTRA 12.

Il 16 gennaio, invece, è la volta dei condomini, che (in quanto sostituti di imposta) devono provvedere al versamento delle ritenute.

Non un pagamento, ma l’invio di una dichiarazione che lo evita coincide con la data del 31 gennaio 2022: i cittadini che non detengono una tv e sono intestatari di un contratto di energia elettrica residenziale devono presentare entro la fine del mese la dichiarazione sostitutiva di non detenzione di un apparecchio televisivo. Farlo, evita il pagamento del canone RAI (qui chi non paga), e se non si procede con l’invio entro i termini bisogna poi aspettare il 30 giugno 2023.

Calendario fiscale 2023

Ovviamente, superati i primi 31 giorni dell’anno, gli adempimenti fiscali non si esauriscono. Al contrario, nei mesi a seguire si entra proprio nel vivo dei versamenti di imposta.

Tra questi:

  • il 16 febbraio è il momento dell’autoliquidazione INAIL da parte dei datori di lavoro soggetti all’obbligo di assicurazione;
  • il 16 maggio invece coincide con il versamento della rata trimestrale relativa ai contributi INPS di artigiani e commercianti, mentre i sostituti d’imposta devono versare con Modello F24 l’Irpef (qui i nuovi scaglioni) e le addizionali regionali e comunali sulle somme erogate ai dipendenti, nel mese precedente, in relazione a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione.

Quest’ultimo appuntamento, poi, si ripete il 21 agosto, il 16 ottobre e il 16 dicembre e si va ad aggiungere, ovviamente, alle scadenze annuali della dichiarazione dei redditi che – salvo proroghe e interventi governativi ad hoc – va presentata ogni anno entro i seguenti termini:

  • il modello 730 entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello di imposta, direttamente online o rivolgendosi a Centri di assistenza fiscale (Caf), professionisti abilitati o al sostituto d’imposta (cioè al proprio datore di lavoro);
  • il modello Redditi PF entro il 30 novembre dell’anno successivo a quello di imposta, online o rivolgendosi a Centri di assistenza fiscale (Caf) o ai professionisti abilitati.

Le persone fisiche non residenti che al momento della presentazione della dichiarazione si trovano all’estero e che non possono effettuare la trasmissione telematica, possono inviare il modello REDDITI PF entro il 30 novembre dell’anno successivo a quello d’imposta a mezzo raccomandata o altro mezzo equivalente.

E a proposito di dichiarazione dei redditi: il governo Meloni ha un piano per cambiare il sistema tassativo in Italia (ve ne abbiamo parlato qui), ma intanto restano ferma scadenze e regole già fissate dal legislatore negli anni precedenti.